Poster con passe-partout - Rocce nel mare dal palazzo Changdeokgung
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Le stampe artistiche di ARTLIA sono realizzate secondo formati standardizzati di carta e tela.
A seconda del rapporto d'aspetto dell'opera originale e del formato scelto, può accadere che i bordi dell'immagine vengano leggermente adattati per ottenere un effetto complessivo armonioso e un'alta qualità di stampa.
Per le stampe su tela, il team di ARTLIA si assicura di posizionare il soggetto principale il più completamente possibile sul davanti. Le superfici laterali della cornice vengono proseguite cromaticamente e stilisticamente in modo coerente con l'immagine originale.
Questo è un passaggio di produzione consapevole e abituale, con cui il team di ARTLIA garantisce la qualità estetica di ogni opera d'arte.
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Poster con passepartout - Rocce nel mare dal palazzo Changdeokgung
Questo poster con un passepartout liscio, bianco e opaco in cartoncino dona a ogni ambiente un aspetto originale. Il poster è stampato su carta opaca di alta qualità e incorniciato con una cornice in legno semiduro di ontano.
• Spessore della carta: 0,26 mm
• Grammatura della carta: 189 g/m²
• Ontano, cornice in legno semiduro
• Protezione frontale in acrilico
• Passepartout bianco opaco
• Materiale per appendere incluso
• I poster da 21 cm x 30 cm corrispondono al formato A4
Rocce nel mare, veduta d’insieme di Chongseokjeong (총석정 절경도)
- Kim Gyu-jin | 1920 | Colore su seta
- 195,5 × 882,5 cm | Bene culturale registrato dallo Stato
Un tempo questo monumentale dipinto murale adornava la parete orientale della sala Huijeongdang nel palazzo Changdeokgung di Seoul. Nel suo ampio formato panoramico raffigura il pittoresco padiglione Chongseokjeong e l’impressionante paesaggio costiero di Tongcheon, nell’attuale parte nordcoreana della provincia di Gangwon-do. Chongseokjeong appartiene alle celebri “Otto vedute di Gwandong”, uno dei più antichi temi paesaggistici tradizionali della Corea.
Particolarmente degna di nota è la prospettiva insolita del dipinto. Mentre le rappresentazioni tradizionali di Chongseokjeong mostrano generalmente il paesaggio dalla terraferma, con lo sguardo rivolto verso il mare, Kim Gyu-jin assume qui un punto di vista opposto: l’osservatore si trova in mare e guarda verso la costa. In primo piano, tranquillo, si estende la superficie dell’acqua, mentre dietro di essa le bizzarre formazioni rocciose colonnari di Chongseok si susseguono come una monumentale cortina rocciosa per tutta la larghezza dell’immagine.
La composizione insolita corrisponde con sorprendente precisione alla prospettiva di una fotografia pubblicata nel 1913 nell’“Album fotografico del Geumgangsan”. È pertanto probabile che questa fotografia sia stata un importante riferimento visivo per Kim Gyu-jin (1868–1933). Al tempo stesso, l’artista possedeva una conoscenza approfondita della regione e aveva maturato esperienze dirette sul posto. Dopo aver ricevuto l’incarico di realizzare i dipinti murali nel giugno del 1920, tornò nella zona per studiare direttamente il paesaggio e fissarlo in disegni. Bozzetti tramandati e annotazioni autografe documentano questo processo di lavoro. Per ottenere una visione il più possibile completa delle formazioni rocciose, Kim Gyu-jin si spinse persino in barca verso il mare aperto, realizzando schizzi da maggiore distanza.
Nella sua concezione artistica, l’opera si allontana dalle convenzioni figurative codificate della pittura di corte tradizionale e si orienta maggiormente verso la pittura paesaggistica realistica (실경산수화, Silgyeong Sansuhwa). Il paesaggio reale non viene soltanto suggerito simbolicamente, ma restituito in modo quanto più vivido e preciso possibile nel suo aspetto caratteristico.

Anche sul piano stilistico, il dipinto unisce il linguaggio figurativo tradizionale coreano a influenze moderne. La cromia blu-verde delle montagne sullo sfondo, le onde rappresentate in modo schematico e le fitte punteggiature sulle rocce richiamano l’estetica decorativa della pittura di corte tradizionale. Al contrario, le linee sottili, le sfumature differenziate dei toni grigio-bruni e grigio-blu e i marcati contrasti di luce e ombra conferiscono alle formazioni rocciose maggiore tridimensionalità e profondità spaziale. In ciò si manifesta la crescente influenza delle tecniche pittoriche occidentali sull’arte coreana moderna.
Le bizzarre rocce di Chongseok costituiscono il centro visivo del dipinto. Come un’enorme cortina naturale, si susseguono su tutta la superficie dell’immagine e determinano l’effetto monumentale della composizione. Il tratto preciso e i contrasti cromatici finemente graduati rendono particolarmente evidenti le diverse forme, superfici e strutture delle singole rocce.
Un importante dettaglio storico si trova nell’angolo superiore sinistro del dipinto. Accanto al titolo “Veduta d’insieme di Chongseokjeong” (叢石亭絶景) compaiono la firma in inchiostro “Dipinto con cura da Kim Gyu-jin” (金圭鎭謹寫) e il sigillo personale dell’artista.
La firma autografa e il sigillo personale rimandano inoltre a un importante cambiamento nella storia dell’arte coreana. Mentre nella tradizionale arte di corte l’artista individuale passava spesso in secondo piano rispetto alla funzione e alla committenza dell’opera, nella pittura coreana moderna l’identità personale e l’autorialità artistica acquisirono un’importanza sempre maggiore.


